Age of Conan – Hyborian Adventures Peek #7

La Funcom ci permette di dare un’occhiata alla pericolosa area del Fiume del Tuono grazie al capitano dei Dragoni Neri

19 Marzo 2008 – La Cimmeria è una regione spietata; oltre al freddo, al cielo plumbeo, la maggior parte del terreno è fatta di tundra e montagne popolate da selvagge tribu’ barbare, in numero sufficiente per tenere a bada nemici come gli invasori Pitti, i razziatori Vanir e gli eserciti che provengono dai Regni del Confine. Anche al di fuori dei frequenti periodi di guerra, la terra attrae i singoli che vogliono testare le loro braccia, la rapidità delle loro lame, le loro abilità con l’arco o le lance, e la potenza della loro magia contro le bestie feroci, cannibali assassini e miriadi di altri pericoli. Forse è naturale che l’area abbia dato la nascita a un guerriero il cui nome è diventato leggendario.

 

Age of Conan – Hyborian Adventures è il titolo del gioco multiplayer della Funcom basato sull’universo creato decine di anni fa da Robert E. Howard. Farà la sua comparsa a Maggio, e vi permetterà di cominciare come Cimmero, un abitante del deserto Stygiano, o un nativo di Aquilonia, che è in fermento nonostante l’eroe sia seduto sul suo trono. Per prima cosa, sceglierete il percorso di Soldier, Mage, Rogue o Priest. Poi, potrete scegliere tra una gamma di opzioni specializzate. In questo segmento del lore, abbiamo la possibilità di dare un’occhiata alla natura pericolosa del mondo che ci aspetta.

Inclusi quattro esclusivi screenshots

Sua Maestà Re Conan

Palazzo Reale

Tarantia, Aquilonia

 

Capitan Parsis Lecto

Fiume del Tuono

Aquilonia

 

Mio sovrano,

è con il cuore pesante che devo testimoniarvi la gravità delle notizie. Il contingente dei Dragoni Neri che avete inviato per rinforzare i soldati Aquiloniani stazionati nei pressi del fiume del Tuono è perduta. Vi scrivo questa lettera con la speranza che essa vi raggiunga prima che altre vite si spengano in una guerra che non possiamo vincere.

Il nemico arriva. Sappiate un’ultima cosa, Sire. Prima di cadere, tingeremo di rosso il suolo della nostra patria con il sangue degli invasori.

 

I miei cinquanta soldati Dragoni Neri hanno subito non meno di sei volte un’imboscata da quando abbiamo viaggiato a nord, ogni volta soffrendo per le perdite. Eravamo cinquanta uomini, Sire. Anche l’elite dei Dragoni Neri non ha scampo contro le orde dei selvaggi Pitti e gli eserciti di briganti che marcia attraverso questa terra avvelenata. Tutte le abilità di un uomo con una lama e la tattica di lotta non servono a nulla se deve affrontare tre nemici ogni volta che ne uccide uno.

 

Nel momento in cui sto scrivendo, sette di noi sono rimasti in vita. Ci siamo riparati dentro una intricata caverna non lontano dalla fortezza controllata dalle nostre forze, ma una foresta di lance sanguinose si piazza tra noi e la salvezza. Sentiamo i loro tamburi, Sire. Sentiamo i loro ululati. Presto verranno da noi.

Tutto ciò che resta da fare è vendere cara la pelle. Due dei miei uomini rimasti sono stati spogliati delle loro armature e sono pronti a correre per portare le notizie. Il primo è Learchus, il mio piu’ rapido corridore. Assicurerà questa lettera nelle vostre mani, mio sovrano. Il secondo, Kalratha, cercherà di arrivare alla fortezza e di parlare col Generale Lupercus. Se corre come il vento del nord, potremo essere ancora vivi se il generale ci porterà dei rinforzi.

Qualora dovessimo morire, possiamo offrirvi qualche informazione. I contadini avvertono la magia nelle acque del fiume del Tuono. L’isola dei prigionieri al centro del fiume, il nostro luogo d’esilio per i criminali col cuore piu’ marcio di Aquilonia, è caduta nella barbarie e nella pazzia. La magia nera nell’acqua potabile dell’isola carcere ha spinto gli abitanti lontano dalla ragione. “Non bevete l’acqua”, ci hanno detto gli abitanti del villaggio appena siamo arrivati. Un avvertimento che si ripete spesso in queste terre.

Non è destino che ci incontreremo ancora in questa vita, così vi chiedo un favore. Il mio ultimo desiderio. Vi prego di dare i miei saluti al Comandante Pallantides, e dargli la mia parola che è stato il piu’ grande onore della mia vita indossare sul mio petto il Dragone di Aquilonia in battaglia al fianco di voi due entrambi.

Il nemico arriva. Sappiate un’ultima cosa, Sire. Prima di cadere, tingeremo di rosso il suolo della nostra patria con il sangue degli invasori.

Per il Trono.

Per il Dragone.

Capitan Parsis Lecto

Inviato nel Fiume del Tuono

Fonte dell’articolo

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~ di Pallantides su 22 marzo 2008.

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